È normale che non ci sia uno slancio di entusiasmo quando dobbiamo pagare le tasse, di qualsiasi natura. Nessuno di noi lo fa volentieri.
Con la Legge 3/18, che "impone" a tutti i professionisti sanitari di appartenere ad un Albo in un (nuovo) Ordine professionale (obbligo per noi Infermieri attivo già da molti anni), ora è ancora più necessario ricordare di pagare quanto dovuto al proprio Ente professionale: nel nostro caso, ci riferiamo alle tasse dell'OPI spezzino.


La quota, che risente almeno per altri 4 anni del mutuo sulla sede, risente anche dei ritardati pagamenti: se paghiamo tutti per tempo, possiamo abbassarla: come già fatto in passato, quando vennero iscritti tutti insieme circa 50 colleghi che erano stati "sanati" negli Anni Ottanta del XX secolo, obbligati ad iscriversi dai ripetuti richiami normativi.
L'iscrizione è oggi condizione INDISPENSABILE per poter lavorare anche per le ASL, cioè uno dei due requisiti: l'altro è il titolo professionale.
Se - qualche volta capita - un collega smette di pagare, noi cerchiamo di ricordargli la sua mancanza; e nella maggior parte dei casi il collega a quel punto paga; ma può capitare che non succeda ancora nulla. A questo punto, molto a malincuore ma nel rispetto di coloro che invece sono ligi alle regole, dobbiamo avviare le procedure di cancellazione (non per nostra maligna tendenza, ma per applicazione delle norme, in quanto chi gestisce l'Ente è responsabili dell'attività di OPI quale Ente sussidiario dello Stato).
In alcuni casi la cancellazione arriva perché la persona si trasferisce, non segnala il nuovo indirizzo, e non ricevendo più le tasse, o dimentica o crede che si possa far finta di nulla: ma la irreperibilità è, con la morosità, anch'essa causa di cancellazione; quindi è bene comunicarci sempre, anche via mail, il nuovo recapito. Una volta completata la cancellazione, OPI ha l'obbligo di trasmettere l'avvenuta delibera di esclusione dall'Albo ai datori di lavoro (a noi noti nella quasi totalità dei casi) ed alle Autorità.
Negli ultimi anni, alcuni colleghi andati a lavorare anche molto lontano da Spezia non hanno comunicato nulla, e sono stati così cancellati: in genere, per i più diversi motivi (verifiche da parte del proprio datore di lavoro;controlli incrociati Regioni; NAS; altri Enti; perfino le richieste di numero di iscrizione per svariate cause, ecc) questi colleghi, una volta "scoperta" la situazione di cancellazione, sono stati lasciati a casa dal datore di lavoro e costretti a iscriversi nuovamente, per poter rientrare in servizio: cosa che abbiamo sempre cercato di favorire, riducendo al minimo possibile l'attesa: ma la domanda è, semmai: perché arrivare a questi punti estremi? Chi gestisce l'Ente non ha alcun piacere a scrivere lettere di preavviso di cancellazione o, anche peggio, deliberare la radiazione dall'Albo.
Ma si deve partire dal comprendere che pagare è atto dovuto, stabilito da Leggi di Stato e non dal volere di questo o quel Consiglio Direttivo dell'IPASVI prima e dell'OPI adesso.
Stiamo esaminando la possibilità (che fino alla nuova Legge 3/18 non era prevista, in quanto la quota doveva essere unica) di abbassare la quota per i colleghi più giovani e per quelli più anziani, che restano iscritti, dopo la pensione, per "affetto professionale".
Vi faremo sapere sicuramente entro la fine dell'anno. Grazie a tutti per la comprensione e... controllate, cortesemente, se avete pagato la quota 2018 o perfino quelle più vecchie (per le quali sareste già, in questo caso, a rischio cancellazione...); pagando in ritardo si paga almeno una decina di euro in più che non vanno neppure a favore del vostro Ordine, ma dell'agente esattore... tutte le info scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.